TRIANA, TRIANA

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Triana è un quartiere unico, l’anima gitana di Siviglia che ancora oggi incanta sulla riva destra del Guadalquivir

Mira si soy trianero que estando en la calle sierpes me siento como en el extranjero” dice il verso di una soleà de Triana. Sulla riva destra del fiume Guadalquivir c'è Triana.

Triana non è Siviglia, ma Siviglia non sarebbe la stessa senza Triana. Triana è molto più di un quartiere. Il fascino di Triana è la sua gente, la vita quotidiana, i suoi colori, il senso di identità e di appartenenza, ancora vivo: quello che ti fa sentire all'estero in Calle Sierpers, appunto, appena aldilà del fiume. E poi c'è il ponte di Santa Isabel, il Puente de Triana, che appena lo attraversi ti fa sentire a casa, se hai la fortuna, anche solo per qualche giorno all'anno di vivere a Triana. Il ponte di Triana, lo riconosci, è diverso dagli altri, è il più bello dei ponti di Siviglia...

Un po' di storia

La leggenda la vuole fondata dalla dea Astarte che si rifugiò nella riva occidentale del fiume Guadalquivir per sfuggire alla persecuzione amorosa di Ercole. Il nome deriva dalla colonia romana fondata da Traiano, imperatore romano nato nella vicina Italica. Da sempre è un quartiere popolare, abitato in origine da marinai, quartiere di toreri e ballerini di flamenco. Dal xv sec. Triana diventò il barrio gitano per eccellenza, abitato dalla “aristocrazia” gitana che lo animò ben integrandosi con la comunità andalusa: i gitani furono macellai, fabbri.

La vita quotidiana dei gitani si svolgeva nei “patio de vecinos” in cui i servizi, cucina e lavanderia erano i luoghi di incontro. In questi vivacissimi patio rimasero fino agli anni ‘50 del secolo scorso, finchè, nel 1958 in pieno regime franchista fu promulgata un’ordinanza con cui furono cacciati dal quartiere. Le case furono abbattute, tutti vennero portati in quartieri periferici, a quell'epoca senza luce né acqua, che presto diventarono ghetti.

Il Flamenco e Triana

In questo quartiere, in questa atmosfera, nei patios de vecinos, il quotidiano era segnato dal quel flamenco che sarebbe poi diventato patrimonio dell'umanità. Famosi i tangos de Triana, stile “festero”, tra i quali spiccano i tangos del Titi, da Manuel el Titi cantaor, tangos nati per accomapagnare il baile e la Soleà di Triana, e la particolare Soleà del Zurraque de Triana, più melodica e “mas dulce” come racconta Antonio El Arenero, cantaor “payo” di Triana. Ancora oggi si trovano alcune tra le migliori accademie di baile flamenco. Tantissimi gli artisti flamenchi nati in questo quartiere Vivere Triana, anche solo per alcuni giorni all'anno ti rimette in pace con il mondo: i colori e l'allegria della Calle Betis, sulle rive del Guadalquivir, le botteghe dei ceramisti in Calle Alfareria, il patio de las Flores di Calle Castilla, il Mercato, il poeticissimo Paseo de la O, che costeggia il fiume, i profumi, le voci...ti rende più sopportabile il grigio quotidiano che ti aspetta per il resto dell'anno…. “Triana Triana que bonita està Triana...”

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