Il gran finale di stagione con Elena Vicini

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Come è tradizione ormai da anni, la stagione primaverile della Cueva si conclude con un fine settimana particolarmente intenso. Come è tradizione (e noi ci teniamo alle nostre tradizioni!), l'artista invitata è una compagna inseparabile di mille avventure, Elena Vicini. Molti la conoscono perché, anche se vive ormai da tanti anni a Zurigo, Elena è italiana, fiorentina per la precisione, ed è stata Maestra di quasi tutte le appassionate “flamenche” della mia generazione.

Uno spettacolo e un laboratorio sull’interpretazione

L’11 Maggio Elena Vicini torna come artista e maestra al Tablao e non sarà sola perché le allieve che hanno seguito il nostro Laboratorio, e il percorso artistico/espressivo che Elena ha tracciato per loro, porteranno in scena il risultato del lavoro fatto. Sarà una condivisione entusiasmante di esperienze diverse perché tra di loro ci sono professioniste e allieve principianti. Grazie alla presenza di Elena Vicini, il fine settimana della Cueva prosegue con un laboratorio che coinvolgerà in un percorso speciale ogni singolo allievo approfondendo un aspetto molto importante del baile, quello interpretativo, così spesso trascurato oppure esagerato: il movimento come mezzo di comunicazione.

Studiare con Elena Vicini

Elena ha delle doti uniche come professionista e come persona. E’ un’insegnante con una didattica esperta e consolidata, attenta ed esigente, generosa e infaticabile. Pretende molto perché si dà totalmente. Quando va in scena, sia nel Tablao come in teatro, Elena ha il dono di stupire sempre per la tecnica ineccepibile e le sue grandi capacità interpretative. Chi ha avuto la possibilità di vederla ballare sa che ogni volta non sarà mai uguale alla precedente.

Il progetto Madres

Elena in scena è un vulcano. Negli anni la sua tecnica si è ulteriormente perfezionata, le linee si sono ammorbidite, il baile è diventato ancora più femminile ed elegante. “Madres” è lo spettacolo di teatro-danza che Elena ha portato in scena a Zurigo, un progetto di cui ha curato interamente testi, coreografie e drammaturgia. E' uno spettacolo che toglie le parole, emozionante, divertente, ben curato, mai autoreferenziale. Madre di due splendide creature, Elena non ha celebrato il suo ruolo, non ha posto sé stessa e tutte le donne che sono madri su un piedistallo. Con il senso critico e l'autoironia che la contraddistinguono, ha messo in scena l'amore, il dolore, la fatica, la paura, ma anche la gioia di essere madre, usando il linguaggio che conosce tanto bene: la danza. Attraverso il movimento e il codice del flamenco è in grado di esprimere una gamma infinita di emozioni e sfumature. Tutto questo arriva allo spettatore senza filtri: “Madres” commuove e diverte, “Madres” colpisce per la fatica che un lavoro del genere comporta. Questo progetto artistico è stato, per ammissione della stessa Elena, la realizzazione di un sogno nato dalla necessità di esprimere, attraverso il flamenco, le contraddizioni che appartengono alla condizione di madre. Lungi dal creare un romantico ed emotivo racconto dell'esperienza di genitrice, Elena in questo spettacolo ha affrontato l'argomento attraverso una visione critica e ironica, ponendo l'accento sulla pressione che la maternità impone all'interno del nostro contesto sociale.

"Non potrò proteggerti da questo Mondo, non ti potrò risparmiare il tuo Dolore, che è il mio. Mi converto in una statua di sabbia, il soffio del vento mi sgretola. Dormi, Amore mio, e che tu possa non percepire mai il tremito nella mia voce".

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